Roberta Giangrande

Roberta Giangrande

psicologa clinica, sessuologa, analista junghiana

La sessualità nei bambini dai sei anni alla pubertà

Con l’inizio della pubertà si manifestano trasformazioni che porteranno la vita sessuale infantile alla sua forma definitiva e normale.
(S. Freud, Tre saggi sulla teoria della sessualità)
Autori: Dott.ssa Roberta Giangrande

La sessualità si rivela come espressione di un investimento profondo nelle relazioni amicali ed affettive, ma anche nell’apprendimento e nelle attività intellettuali.

 

È l’età dell’amico del cuore, del bisogno di conoscere il mondo, che costituisce il continuum di quello più infantile di conoscere il proprio corpo e quello della madre.
Nascono le ansie relative alla crescita e al futuro passaggio da una sessualità genitale a una agita.
I bambini in età scolare trovano spesso una certa consolazione alle loro domande inespresse, nelle fiabe popolari, la cui struttura narrativa è costruita anche al fine di assolvere tale compito.
Pelle d’asino si salverà dai desideri incestuosi del padre (e di se stessa), la Bella addormentata (la sessualità femminile) sarà felicemente risvegliata dal principe, il Rospo (il sesso genitale), una volta conosciuto, si trasformerà in un meraviglioso principe.

I ruoli sessuali a questa età si mostrano definiti e abbastanza rigidi: i maschi preferiscono giocare tra di loro e così pure le femmine.
Inoltre i giochi sono differenziati: più di movimento i giochi maschili, più di riflessione quelli delle femmine, che mediamente mostrano anche un miglior rendimento scolastico.

Come si esprime la sessualità in adolescenza.
Gli adolescenti incominciano a sentire propria una sessualità genitale agita, come cosa non più solo riservata agli adulti.
L’autorevolezza dei genitori viene messa in discussione e inizia il conflitto interiore tra la tensione di autonomia e ancora la necessità di dipendenza.
Il pensiero fantastico del crescere, significa aggredire i genitori per impossessarsi dei loro poteri, soprattutto quello di esercitare la sessualità.

All’inizio dell’adolescenza, il bisogno di esercitare la sessualità si esprime in relazioni la cui caratteristica è la scarsa attenzione ai bisogni del partner.
Viene definita come "sessualità predatoria" ed è più tipica del sesso maschile. Le ragazze conquistate rappresentano dei trofei, semplici rassicurazioni alla propria capacità di esercitare il potere della sessualità.
Il potere di conquista è molto legato all’attenzione per il corpo, il desiderio di bellezza e di prestanza fisica. Il confronto tra i modelli ideali e la propria realtà fisica è inevitabilmente perdente, la tensione istintuale è intensa, la capacità di trovare conforto nel gioco e nelle fantasie è ormai ridotta rispetto alle età precedenti: tutto questo facilita la comparsa di un’attività masturbatoria intensa e frequente, soprattutto nei maschi, cosa che spesso preoccupa gli adulti.
Per quanto riguarda la maturazione psicofisica: ragazzi e ragazze iniziano a provare dispiacere per il dolore inflitto alle loro prede e anche la solidarietà del gruppo amicale incomincia a incrinarsi.

Si incomincia da ambo i sessi a riconoscersi reciprocamente qualità umane apprezzabili, si creano i gruppi misti e si formano le coppie.
La relazione si fonda sulla capacità dei partner di farsi carico dei bisogni reciproci.
Quando gli adolescenti chiedono informazioni, hanno il diritto di riceverle correttamente senza paternalismi e senza atteggiamenti complici.