Roberta Giangrande

Roberta Giangrande

psicologa clinica, sessuologa, analista junghiana

I disabili e la sessualità

Importanza del grado di adattamento alle diverse tipologie di infermità.
Autori: Dott.ssa Roberta Giangrande, Dott. M. Manenti, Dott. ssa M. Tagliabue, Dott. P. M. Vaccari

Molte delle condizioni inabilitanti possono dare luogo a problemi sessuali, sia nell'uomo, sia nella donna, in relazione al desiderio, all'eccitazione e all'orgasmo.
Le difficoltà sessuali possono nascere a causa di un trauma diretto all'area genitale, per incidente o malattia, o al Sistema Nervoso Centrale, come per danni al midollo spinale, o come conseguenza di una patologia non direttamente correlata alla sessualità, ma che può indurre un forte affaticamento fisico che riduce di conseguenza il desiderio o la capacità di iniziare l'attività sessuale.

 

Tutti gli individui esprimono il loro punto di vista su ciò che è relativo al sesso attraverso il comportamento sessuale, e tale consapevolezza non è solo il risultato di una lettura fisica, ma anche di fattori emotivi, intellettuali e sociali che influenzano abitualmente lo sviluppo della nostra vita. Pertanto, anche le persone che non siano in grado di utilizzare parte del proprio corpo, hanno sempre diritto di esprimere la propria sessualità.
Spesso le infermità congenite o acquisite dalla nascita influiscono su tutti gli aspetti dello sviluppo sessuale, e la mancanza di intimità e indipendenza nella vita quotidiana, fa sì che molti adolescenti possano non conoscere le esperienze sessuali.
Un'infermità acquisita, invece, può avere ripercussioni diverse, a seconda di quando è avvenuta: le infermità sorte in giovane età, spesso comportano scarsa fiducia sessuale e sociale, mentre i soggetti diventati disabili in età adulta, mostrano piena consapevolezza della loro situazione. Il grado di adattamento alle diverse tipologie di infermità è simile, ma ciò che differisce è il processo di adattamento: la lettura che gli individui hanno della loro infermità, e di chi essi ritengano responsabili degli effetti della loro condizione, sono aspetti che condizionano moltissimo le conseguenti capacità di reazione.

Esistono anche le cosiddette malattie nascoste, che colpiscono la continenza degli impulsi biologici o la funzione sessuale, senza che il soggetto ne mostri particolari manifestazioni esterne.
Si tratta di individui affetti da spina bifida o paraplegia perianale, che camminano senza difficoltà apparenti, ma che hanno problemi con la funzionalità sessuale e con il controllo degli sfinteri e della vescica. Questi disagi portano prevalentemente ad evitare le relazioni sociali, aumentando l'isolamento e le difficoltà di relazione. Analogamente, può capitare a donne affette da artrite reumatoide e osteoporosi, che possono trovare dolorose le varie posizioni e, quindi, tendono ad evitare i rapporti sessuali.
Nella maggior parte dei traumi, comunque, i pazienti patiscono una perdita funzionale di norma non ingravescente, come nel caso di amputazioni o lesioni midollari.
Tuttavia alcune condizioni come la sclerosi multipla, possono peggiorare ad intermittenza o gradualmente, e richiedono l'adattamento mentale alla diagnosi iniziale e la rivalutazione nel caso in cui lo stato peggiori.
Nella sclerosi multipla, la disfunzione sessuale può insorgere inizialmente come risultato diretto della demielinizzazione dei nervi, nonché essere il risultato degli effetti indiretti del peggioramento.
Possono altresì essere presenti patologie correlate, come senso di affaticamento, ansia e depressione e problemi derivanti dalla coscienza dei mutamenti del rapporto col partner.
Pertanto, quando e se necessario, è importante dare l'opportunità ai pazienti disabili e ai loro partner, di poter affrontare le loro difficoltà e dubbi sessuali con specialisti, quali medici, psicologi e sessuologi.