Roberta Giangrande

Roberta Giangrande

psicologa clinica, sessuologa, analista junghiana

La malattia di La Peyronie

Eziologia, fisiopatologia e caratteristiche cliniche della malattia
Autori: Dott.ssa Roberta Giangrande, Dott. M. Manenti, Dott. ssa M. Tagliabue, Dott. P. M. Vaccari

La malattia di La Peyronie è caratterizzata dalla formazione di placche fibrotiche all'interno della tunica albuginea del pene. Questo processo spesso induce dolore e curvatura del pene durante l'erezione. Questa malattia può essere associata ad altre patologie quali la Dupuytren, la timpanosclerosi e l'ispessimento della fascia plantare (Ledderhose). È stato stimato che l'incidenza della malattia di La Peyronie è dello 0.4-1.0 % della popolazione maschile di età compresa fra i 40 e i 60 anni, anche se può manifestarsi in tutte le fasce di età, anche negli adolescenti.

 Eziologia e fisiopatologia
L'eziologia della malattia di La Peyronie è poco nota, nonostante sia stata ipotizzata una certa tendenza familiare, ma questa argomentazione sembra essere comunque piuttosto debole. Altra causa più accreditabile sembra essere quella traumatica. Il microtrauma del pene porta infatti ad un piccolo sanguinamento con conseguente deposizione di fibrina al di sotto della tunica albuginea.
La fibrina attiva a sua volta i fibroblasti, che causano una proliferazione cellulare e anche una reazione infiammatoria, sebbene la fibrina stessa non sia rimossa a causa della relativamente ridotta irrorazione sanguigna del pene. Ne consegue la formazione di una placca e l'incurvatura lieve o marcata del pene in erezione. Un trauma di maggiore entità, come la frattura del pene o l'uso protratto per lunghissimo tempo di iniezioni intracavernose di sostanze vasoattive, porta più frequentemente alla fibrosi dei corpi cavernosi. Anche la possibilità che esista una eziologia vascolare deriva sia dalla distribuzione per età della malattia, sia dall'elevata incidenza (più del 30%) di arteriosclerosi e ipertensione evidenziata nella maggior parte delle casistiche.

Caratteristiche cliniche
La diagnosi di malattia di La Peyronie è determinata in base a tre tipici aspetti: dolore, formazione di placche e recurvatum (incurvatura) del pene in erezione. Il dolore è presente in circa i due terzi dei pazienti, ma scompare quasi sempre spontaneamente alcuni mesi dopo l'esordio della malattia. È abbastanza raro che il dolore peggiori dopo la prima consulenza del paziente con il medico.
La maggior parte dei pazienti nota per prima cosa la "comparsa improvvisa" della placca. La zona più frequente è a livello dorsale dell'asta del pene, ma le placche possono presentarsi anche ventralmente, lateralmente o possono essere presenti più lesioni. Anche il successivo comportamento della placche è molto variabile, e non è raro che possano anche aumentare di volume.
Successivamente si osserva l'angolazione dell'erezione, sebbene nella maggior parte delle casistiche si verifichi solo nel 70-80% dei soggetti. La malattia di solito impiega 12-18 mesi per svilupparsi, e in questo periodo il grado di deformazione può modificarsi in modo significativo. Infatti l'angolazione aumenta in circa il 30-40% dei pazienti dopo la diagnosi iniziale, diminuisce nel 10-20% e rimane immutata nel restante 50%. Proprio per questo possibile cambiamento, non si dovrebbe intervenire chirurgicamente fino a quando non ci siano chiare indicazioni che la malattia si è stabilizzata da almeno tre mesi e che sia presente da almeno più di un anno.

Associata a questa malattia spesso si può riscontrare un deficit erettile, cioè la difficoltà a raggiungere in erezione una completa rigidità. Tale difficoltà può essere legata ad un evidente disagio psicologico del soggetto affetto da La Peyronie, ma può essere anche all'estensione della malattia dalla tunica alla muscolatura liscia con una conseguente più estesa fibrosi dei corpi cavernosi.