Roberta Giangrande

Roberta Giangrande

psicologa clinica, sessuologa, analista junghiana

Le più frequenti difficoltà nei comportamenti sessuali

I problemi sessuali più comuni dipendono dal tipo e grado di compromissione funzionale della persona.
Autori: Dott.ssa Roberta Giangrande, Dott. M. Manenti, Dott. ssa M. Tagliabue, Dott. P. M. Vaccari

Vi sono casi in cui il soggetto può non aver mai avuto nessun tipo di esperienza sessuale a causa di una compromissione primaria, o non essere più in grado di esprimere la propria vita sessuale, nel caso di compromissione secondaria.

Le compromissioni funzionali primarie per l'uomo, possono esprimersi attraverso l'incapacità di raggiungere l'erezione, di eiaculare e/o il dolore.
Per la donna, emerge la difficoltà di accettare la penetrazione e/o l'anorgasmia e, in entrambi i casi, sono più diffuse tra pazienti affetti da infermità congenite o tra coloro le cui patologie hanno un esordio improvviso e, spesso, sono più difficile da risolvere. Gli uomini sono i soggetti più colpiti, probabilmente perché rappresentano maggiormente la percezione culturale della performance sessuale.I pazienti che maggiormente vanno incontro ad una perdita parziale o totale della funzionalità sessuale sono quelli affetti da lesioni cerebrali o del midollo spinale o la cui lesione o processo patologico riguardi il midollo spinale. È necessaria in questo caso, una valutazione completa del livello e del grado di danno cerebrale e dei nervi spinali, nonché del danno dei neuroni motori superiori e inferiori, con il test dei riflessi bulbo-cavernoso e della chiusura anale.
Infatti, in termini neurologici, l'erezione nell'uomo, è simile alla risposta di vasocostrizione e di lubrificazione, nella donna; l'eiaculazione maschile è simile alla contrazione del pavimento pelvico, del perineo e dello sfintere anale nella donna.

Anche i farmaci giocano un ruolo molto importante, in quanto molti disabili assumono farmaci per tenere sotto controllo le condizioni associate alla loro infermità o per condizioni preesistenti.
I farmaci prescritti per questi casi, giustificano per esempio la presenza del 25% delle disfunzioni erettili, insieme all'abuso di altre sostanze come l'alcool e gli stupefacenti.
 Tra i disabili uomini, il deficit erettile è il disagio sessuale più diffuso, e può essere trattato con l'uso di iniezioni intracavernose (FIC), o con la somministrazione di sildenafil (Viagra), per via orale. Quest'ultimo ha dimostrato di essere in grado di aumentare la capacità erettile nel 70-90% dei pazienti trattati. I pazienti disabili affetti da disfunzione erettile di origine psicogena, cioè legata ad un blocco personale o relazionale, possono avvalersi di terapie psicologiche volte a rielaborare il nucleo traumatico e a sconfiggere l'ansia di prestazione che inevitabilmente ne consegue. In pazienti affetti da lesioni del midollo spinale, sclerosi multipla, spina bifida e mielite trasversa, il disturbo dell'eiaculazione è molto diffuso, in quanto esso è determinato dalla chiusura del collo della vescica attraverso la stimolazione del simpatico, e il rilassamento dello sfintere esterno. Spesso i pazienti con danno spinale soffrono di eiaculazione retrograda, cioè l'eiaculato non fuoriesce, ma ritorna in vescica a causa del danno a carico del Sistema Nervoso Simpatico.

Esistono comunque delle procedure per indurre l'eiaculazione, come per esempio, negli uomini con una lesione motoria superiore ma con midollo sacrale integro, si può ricorrere alla stimolazione del nervo pudendo mediante vibratore. I pazienti con lesioni motorie degli arti inferiori, possono invece essere aiutati con l'elettroeiaculazione: una sonda stimolatoria viene inserita nel retto per agire direttamente sulle radici mesosacrali. Tale pratica necessita però di aiuto ospedaliero per la complessità della procedura e per i potenziali effetti collaterali, come il dolore e disreflessia autonomica.
Anche nelle donne affette da lesione cerebrale da trauma, epilessia, sclerosi multipla e diabete, pur mantenendo integro l'apparato riproduttivo, possono alterarsi l'ovulazione o la secrezione ormonale, rendendo più difficoltosa la procreazione. In tal caso può presentarsi utile la possibilità di una fecondazione assistita.Per quanto detto finora, esistono comunque delle possibilità per migliorare la funzionalità sessuale e la fertilità per chi è affetto da una patologia invalidante, permettendo così, dove possibile, pari opportunità di accesso ad una soddisfacente vita sessuale.