Roberta Giangrande

Roberta Giangrande

psicologa clinica, sessuologa, analista junghiana

Fisiologia dell’eiaculazione

L’eiaculazione si manifesta, normalmente, con l’orgasmo e segue, di regola, la fine dell’erezione
Autori: Dott.ssa Roberta Giangrande, Dott. M. Manenti, Dott. ssa M. Tagliabue, Dott. P. M. Vaccari


Sotto l'aspetto biologico, la finalità dell'eiaculazione, è quella di portare il seme maschile all'interno della vagina presso la cervice dell'utero, e più precisamente nella cavità seminale, dove la probabilità di una fecondazione è maggiore. 
Le fasi del riflesso eiaculatorio sono due, coerenti e coordinate.

 

In particolare, la prima fase consiste nella contrazione degli organi riproduttivi interni (il condotto deferente, la prostata, le vescicole seminali, la parte interna dell'uretra) e avviene sotto il controllo del sistema nervoso autonomo ed è definita "emissione".

La seconda fase, definita "eiaculazione", consiste nel meccanismo che consente la fuoriuscita del seme attraverso l'uretra del pene. Essa è caratterizzata dalle contrazioni del muscolo striato, dei muscoli bulbari e, pur essendo un riflesso del muscolo involontario, è mediata dal sistema volontario. La prima fase, cioè l'emissione, avviene tramite la contrazione degli organi interni e si presenta immediatamente prima della vera e propria eiaculazione. In altri termini, questa contrazione dell'apparato interno, raccoglie i vari componenti dello sperma (gli spermatozoi e il liquido prostatico) e trasferisce il liquido all'uretra bulbare immediatamente prima dell'orgasmo, per consentire al meccanismo eiaculatore esterno di espellere lo sperma.

Anche se si possono definire due fasi ben distinte, avvenuta l'emissione, è molto difficile per l'uomo trattenere volontariamente il secondo momento dell'eiaculazione.
Si verifica cioè la sensazione e situazione di "inevitabilità dell'eiaculazione".

La radice del pene, dove si innesta nel pavimento pelvico, è formata dalla porzione bulbosa del cilindro spugnoso insieme con i pedicelli dei due cilindri cavernosi erettili. Forti muscoli striati avvolgono questa parte del pene, che per altro è anche connessa ai muscoli del perineo.
Durante la fase eiaculatoria dell'orgasmo, si verifica una contrazione involontaria di questi muscoli con un intervallo, tra una contrazione e l'altra, di circa 8 secondi. Sono proprio queste contrazioni che rappresentano la spinta motoria dell'eiaculazione che, spremendo la radice del pene e l'uretra, provocano l'espulsione del seme in getti successivi.
La sensazione di piacere che accompagna l'orgasmo, si sovrappone appunto a questa specifica situazione.