Roberta Giangrande

Roberta Giangrande

psicologa clinica, sessuologa, analista junghiana

Fisiologia dell’erezione

Le diverse fasi dell’erezione, un evento emodinamico e neurogenico
Autori: Dott.ssa Roberta Giangrande, Dott. M. Manenti, Dott. ssa M. Tagliabue, Dott. P. M. Vaccari

L’erezione del pene è soprattutto un evento vascolare in cui il grado di erezione dipende dall’equilibrio tra l’afflusso arterioso (dalle arterie pudende) e il deflusso venoso (vene superficiali, vena dorsale profonda e vene cavernose).

 

Il pene è flaccido quando l’afflusso arterioso e venoso si controbilanciano; il pene è tumescente quando l’afflusso arterioso aumenta e il deflusso venoso diminuisce. Nel pene flaccido il principale responsabile del mantenimento della vasocostrizione e della contrazione della muscolatura cavernosa liscia del corpo cavernoso è il sistema simpatico (flusso sanguigno del pene basso); nel pene eretto il responsabile del mantenimento della dilatazione delle arteriole e del rilassamento della muscolatura liscia trabecolare è il sistema parasimpatico.

Le diverse fasi dell’erezione comprendono:

  • la fase flaccida
  • la fase di riempimento
  • la fase tumescente
  • la fase di erezione completa
  • la fase di erezione rigida
  • le fasi di detumescenza divise a loro volta in detumescenza iniziale lenta e rapida.Nella fase flaccida, il tono simpatico mantiene le arterie elicine a lume chiuso, impedendo l’afflusso di sangue alle cavernule

Nella fase di riempimento all’inizio dell’erezione, per stimolazione del parasimpatico e inibizione del simpatico, si favorisce l’afflusso arterioso ai corpi cavernosi e si ostacola il deflusso venoso; si rilascia la muscolatura liscia trabecolare e dei cuscinetti intimali delle arterie elicine permettendo l’afflusso massivo di sangue alle cavernule del tessuto erettile.

Nella fase tumescente la pressione intracavernosa comincia ad aumentare, dilatandosi i sinusoidi, si ha una certa compressione a livello del plesso venoso sottotunicale e viene impedito il deflusso periferico del sangue e si determina il massimo riempimento del tessuto cavernoso. Defluisce una parte di sangue solo attraverso venule situate centralmente nel tessuto cavernoso per mantenere costante il circolo nutritizio. L’afflusso di sangue ai corpi cavernosi ne determina un aumento di volume uniforme, alla massima erezione ciascun corpo cavernoso si allunga di circa 5 cm e si allarga di circa 6 mm. La tonaca albuginea sottoposta a compressione si assottiglia ed oppone sempre minore resistenza all’espansione dei corpi cavernosi del pene, rendendoli rigidi.

Nella fase di erezione completa la pressione intracavernosa continua ad aumentare fino a raggiungere il 90% della pressione arteriosa sistolica, il flusso arterioso all’interno del pene diminuisce, persiste ridotto il deflusso delle vene emissarie. Alla massima erezione la porzione mobile del pene si allunga, in media fino a 15 cm con un diametro di circa 3 cm. Durante l’erezione la cute del prepuzio si retrae e va a rivestire il corpo ingrossato del pene ed il glande rimane scoperto. La consistenza e l’intensità di colore del glande aumentano in particolare al momento dell’eiaculazione quando è massimo l’afflusso di sangue.

Nella fase di erezione rigida la pressione intracavernosa è a livelli superiori rispetto alla pressione arteriosa sistolica. Il pene è completamente rigido ed eretto. L’afflusso arterioso cessa e le vene sono chiuse.

Cessato lo stimolo parasimpatico inizia la fase di detumescenza, con un processo lento che contempla la costrizione delle arteriole elicine, la caduta della pressione intracavernosa, l’apertura delle anastomosi artero-venose, la diminuzione dell’afflusso ematico nei corpi cavernosi e l’aumento del deflusso venoso.

Nella fase di detumescenza rapida lo stimolo simpatico porta alla rapida caduta della pressione intracavernosa e ad una accentuazione dei processi ematici prima descritti. Il corpo cavernoso assume la consistenza e le dimensioni di partenza.

L’erezione è quindi un evento emodinamico e neurogenico, la normale capacità erettile dipende dalla funzione della muscolatura liscia intracorporea che è controllata dall’equilibrio tra neurotrasmettitori vasocostrittori e vasodilatatori attraverso fini meccanismi.