Roberta Giangrande

Roberta Giangrande

psicologa clinica, sessuologa, analista junghiana

Anatomia e fisiologia del pene

Struttura del pene, organo genitale maschile deputato all’atto sessuale
Autori: Dott.ssa Roberta Giangrande, Dott. M. Manenti, Dott. ssa M. Tagliabue, Dott. P. M. Vaccari

Il pene, detto anche verga, è l’organo genitale maschile che ha la funzione copulatoria ed è costituito principalmente dai corpi cavernosi od organi erettili.
Esso è diviso in tre porzioni:

  • la base
  • il corpo
  • il glande

La base è attaccata all’osso pelvico e rappresenta la parte interna del pene o porzione fissa.
Il corpo è costituito da tre strutture tubolari, i corpi cavernosi ed il corpo spongioso, posto inferiormente, che circonda l’uretra e si espande verso la parte terminale a formare il glande, dove terminano anche i corpi cavernosi.
Il glande che rappresenta l’estremità distale del pene, circonda l’orifizio uretrale e possiede numerose terminazioni nervose soprattutto intorno alla propria corona e sotto il frenulo, sottile filo di pelle elastica che congiunge il glande con il prepuzio.

Il prepuzio, cute del glande in continuità con la cute del corpo del pene, è una piega cutanea retrattile che ricopre a pene flaccido la metà del glande.
Pertanto il corpo e il glande costituiscono la porzione mobile del pene, o libera o copulatoria, la cui lunghezza in stato di riposo è in media di 10 cm nell’adulto e di circa 2,5 cm nel neonato, in stato di erezione la lunghezza è in media di 16 cm.Sul dorso del pene si trovano le strutture neurovascolari costituite dalla vena dorsale profonda e, lateralmente ad essa, dalle arterie dorsali del pene e dai nervi dorsali del pene. Queste strutture sono racchiuse in una fascia profonda, superficialmente alla quale decorre la vena dorsale superficiale del pene, ricoperta da cute sottile. La cute peniena racchiude tutte queste strutture ed è notevolmente mobile ed espandibile per garantire appunto l’espansione necessaria durante l’erezione.
Due legamenti fasciali sostengono il pene, in particolare quello sospensore che va dalla sinfisi pubica alla fascia profonda dorsale del pene, "sospende" il pene eretto perpendicolarmente al corpo quando l’uomo è in posizione eretta.

Il tessuto cavernoso del pene è di natura vascolare, di aspetto spugnoso formato da lacune dilatabili e comunicanti tra di loro; ogni singolo corpo cavernoso è avvolto da una membrana relativamente inestensibile che si chiama tonaca albuginea.
All’interno del tessuto cavernoso vi sono due sistemi vascolari: uno a funzione erettile e l’altro a funzione nutritizia. La vascolarizzazione del pene ha origine dal sistema iliaco interno; l’arteria bulbare irrora: il bulbo del pene (che contiene l’uretra) e il corpo spongioso prima di arrivare al glande, le arterie cavernose o profonde del pene, i corpi cavernosi.Le arterie elicine formano il sistema vascolare a funzione erettile e sono i rami terminali delle arterie cavernose. Il sistema vascolare a funzione nutritizia è formato da una rete capillare il cui flusso di sangue è continuo sia a pene flaccido che a pene eretto.
Il drenaggio venoso del glande del pene avviene tramite numerose piccole vene che formano un plesso da cui ha origine la vena dorsale profonda, dove drena anche il corpo spongioso e il sangue venoso dagli spazi sinusoidali. La vena dorsale superficiale assicura il deflusso venoso della cute del pene.

L’innervazione del pene è costituita come di seguito:

  • dal sistema parasimpatico: midollo sacrale, nervi erigendi
  • dal sistema simpatico: midollo toraco-lombare, plesso ipogastrico che contribuisce alla formazione del plesso pelvico e dei nervi cavernosi del pene
  • dal sistema somatico: nervo dorsale del pene che innerva la cute del pene ed il glande e nervo pudendo che fornisce sia l’innervazione sensitiva al pene sia quella motoria alla muscolatura striata perineale.

L’innervazione sensitiva del pene è caratterizzata da una densità recettoriale molto alta a livello del glande, più di qualsiasi altra regione del corpo. Questi recettori hanno una soglia più alta allo stimolo tattile e più bassa al dolore. Sembra inoltre che tale sensibilità possa modificarsi alle diverse temperature, come ad esempio avviene durante la penetrazione.
L’innervazione "erettile" del pene è primariamente quella parasimpatica.