Roberta Giangrande

Roberta Giangrande

psicologa clinica, sessuologa, analista junghiana

Diagnosi del varicocele

È essenzialmente di tipo clinico e va confermata da un semplice esame doppler testicolare
Autori: Dott.ssa Roberta Giangrande, Dott. M. Manenti, Dott. ssa M. Tagliabue, Dott. P. M. Vaccari

Il varicocele, contrariamente a ciò che comunemente si crede, è quasi sempre del tutto asintomatico e, solo raramente, può dare qualche fastidio dopo prolungata stazione eretta. Diventa perciò difficile fare una diagnosi tempestiva.
Nella maggioranza dei casi, il varicocele viene incidentalmente evidenziato durante la visita per infertilità in pazienti adulti di età superiore ai 30 anni oppure durante visite andrologiche eseguite per altri motivi.La diagnosi del varicocele è essenzialmente clinica: il medico deve stare seduto davanti al paziente in piedi.

 Si distinguono 3 gradi clinici di varicocele:

  • nel 1° grado il varicocele si palpa come un gonfiore delle vene al di sopra del testicolo sinistro solo dopo che il paziente esegue una serie di manovre di compressione dei muscoli addominali trattenendo l’aria all’interno dei polmoni
  • nel 2° grado il varicocele è palpabile anche senza manovre di compressione addominale
  • nel 3° grado è visibile ancor prima di iniziare le manovre di palpazione.

Il sospetto clinico di varicocele deve essere confermato con l’esame doppler dei vasi venosi del testicolo. L’apparecchio doppler emette un fascio di ultrasuoni che registrano la direzione e l’entità del flusso venoso.

Si distinguono tre stadi di reflusso doppler in ordine crescente da 1 a 3. La correzione del varicocele viene consigliata in presenza di un varicocele clinico con un reflusso doppler di 2° o 3° stadio.