Roberta Giangrande

Roberta Giangrande

psicologa clinica, sessuologa, analista junghiana

Trattamento chirurgico per La Peyronie

Diversi tipi di interventi chirurgici atti alla correzione della curvatura peniena
Autori: Dott.ssa Roberta Giangrande, Dott. M. Manenti, Dott. ssa M. Tagliabue, Dott. P. M. Vaccari

Il trattamento chirurgico viene indicato solo quando si è accertata la stabilità della malattia: presenza della malattia da almeno un anno, invariata deformità da almeno tre mesi. Ci sono diversi tipi di interventi chirurgici volti alla correzione della curvatura peniena: la exeresi delle placche e innesto, l'incisione delle placche e innesto, corporoplastica, protesi peniena.

Exeresi della placca e innesto
Questo tipo di intervento per la correzione della curvatura non comporta potenzialmente un accorciamento del pene. Esso consiste nell'asportazione della placca e dell'innesto di derma per riempire il difetto. La tecnica attuale di maggiore interesse è quella di Horton-Devine, che usa un innesto libero di derma, solitamente preso dalla parte laterale glabra della parete addominale.
I risultati di questa procedura sono stati variabili e le percentuali di successo nel correggere la deformazione, vanno dal 20 al 70%. Le complicanze postoperatorie possono essere: disfunzione erettile, dal 16 al 70% e dolore a livello della zona addominale in cui è stato prelevato il tessuto per l'innesto.

Incisione e innesto
L'incisione della placca di La Peyronie è stata descritta per la prima volta da Gelbard e Hayden che hanno utilizzato la fascia temporale per colmare il difetto. Con questa tecnica, le erezioni si ristabiliscono una settimana dopo l'intervento chirurgico e il miglioramento dell'angolatura viene mantenuto per circa 22 mesi. Successivamente, Fournier introduce l'uso del laser a CO2 per incidere ed asportare la placca dalla tunica albuginea, mentre l'innesto viene fatto con la vena dorsale profonda. Questa procedura è particolarmente indicata per il trattamento di placche di grandi dimensioni e di quelle che contengono calcificazioni significative.

Corporoplastica
Con questa tecnica la placca non viene asportata, ma l'intervento chirurgico viene eseguito sul lato del pene opposto rispetto alla placca, e non vi è necessità di alcun innesto.
Tra le diverse varianti di questa procedura, la più nota è quella di Kelami.
Il maggior svantaggio di questi tipi di interventi è l'accorciamento del pene, che è inevitabile e pertanto è indispensabile che il paziente venga informato preoperatoriamente.
I risultati confermano una buona correzione e un buon esito funzionale in oltre il 90% dei pazienti.

Protesi peniene
Le tecniche finora descritte danno risultati soddisfacenti sulla correzione della curvatura peniena, ma possono invalidare con gradi diversi la funzionalità dell'erezione.
Per tale ragione alcuni pazienti possono scegliere l'inserimento di una protesi peniena.
La scelta della protesi dipende dal singolo caso, ma si possono usare modelli semirigidi o idraulici.
Inizialmente si pensava fosse necessaria una protesi rigida per contrastare l'eventuale tendenza di recidiva della curvatura, ma successivamente si è notato un buon risultato anche con l'inserimento di protesi idrauliche.
Questa sembrerebbe una valida scelta soprattutto nei pazienti giovani.