Roberta Giangrande

Roberta Giangrande

psicologa clinica, sessuologa, analista junghiana

Terapia farmacologica del deficit erettile con Alprostadil

Analogo di sintesi della Prostaglandina
Autori: Dott.ssa Roberta Giangrande, Dott. M. Manenti, Dott. ssa M. Tagliabue, Dott. P. M. Vaccari

Tra le molecole ad azione periferica ricordiamo l’Alprostadil.
L’alprostadil è un analogo di sintesi della Prostaglandina E1 (PGE1), un acido grasso insaturo naturale scoperto inizialmente nel liquido seminale.
All’inizio, il suo uso fu rivolto a pazienti affetti da arteriopatia periferica, trattati per via endovenosa. Le osservazioni effettuate, dimostrarono che i pazienti trattati con prostaglandina evidenziavano un miglioramento del loro deficit erettile, secondario all'arteriopatia periferica. Ciò portò gli specialisti ad utilizzare la prostaglandina per via intracavernosa ad uso specifico per il trattamento del deficit erettile.

Da un punto di vista pratico, la terapia intracavernosa consiste nella puntura del corpo cavernoso del pene di una dose personalizzata del farmaco, che dopo 5-15 minuti induce un’erezione peniena.
La dose della PGE1 deve essere stabilita dal medico che provvederà ad addestrare il paziente all’autosomministrazione del farmaco. A differenza del Sildenafil e dell'Apomorfina, la PGE1 non necessita dell'attivazione del desiderio sessuale per ottenere l’erezione.
Tuttavia, la presenza di un elevato stress emotivo durante l'uso della farmacoerezione, può inibire l'erezione stessa.
Il farmaco è in classe A nelle specialità medicinali del Servizio Sanitario Nazionale, quindi prescrivibile, limitatamente ai soggetti medullolesi, (patologie legate ad alterazioni del midollo osseo) con apposita dichiarazione.