Roberta Giangrande

Roberta Giangrande

psicologa clinica, sessuologa, analista junghiana

La terapia del varicocele

Accanto alla terapia tradizionale si affianca una tecnica chirurgica mini invasiva
Autori: Dott.ssa Roberta Giangrande, Dott. M. Manenti, Dott. ssa M. Tagliabue, Dott. P. M. Vaccari

La terapia del varicocele consiste in due tipi di trattamenti chirurgici:

  • la terapia chirurgica tradizionale
  • una tecnica mini invasiva

La tradizionale terapia chirurgica del varicocele consiste nella legatura della vena spermatica e delle sue diramazioni in anestesia generale con accesso chirurgico a livello dell’inguine sinistro o poco al di sopra di esso.Utilizzando la tecnica mini invasiva per via flebografica, in uso da circa 15 anni, è possibile una correzione del varicocele praticando una leggera anestesia sulla cute e inserendo una sonda flessibile telecomandata nella vena femorale destra poco sotto l’inguine.

 La sonda viene fatta proseguire poi verso l’alto fino a raggiungere lo sbocco della vena spermatica sinistra nella vena renale. Un liquido di contrasto, iniettato a questo livello, permetterà di documentare con assoluta precisione il varicocele e le sue numerose diramazioni (flebografia).
Subito dopo sarà possibile iniettare una soluzione sclerosante che, molto rapidamente, determina una ostruzione definitiva della vena varicosa.

Il paziente, che può assistere senza dolore tramite un monitor alle fasi della correzione, viene tenuto disteso per qualche ora e poi dimesso potendo tornare ad occupazioni lavorative senza sforzi addominali già dal giorno successivo.
Con questa tecnica, eseguita da operatori esperti con sofisticate apparecchiature radiologiche, si ottengono risoluzioni definitive del varicocele in percentuali elevatissime (95%) rispetto alle tradizionali tecniche chirurgiche invasive (75-80%).